Ultima nata nella squadra corse , ID 19 B del 1960

C'era un tempo

C’era un tempo in cui le gare sportive comunemente dette rally venivano corse con vetture di serie: auto prese dalla normale catena di montaggio ed affidate ai piloti che le portavano in competizione.
C'era un tempo in cui le vetture che si disputavano i piu' grandi trofei sportivi della loro epoca erano identiche a quelle in vendita nelle concessionarie: le modifiche permesse si limitavano ad una lucidatura degli scarichi ed una marmitta un po' piu' libera, un tempo in cui anche una lampadina allo iodio del modello sbagliato poteva comportare la squalifica di un'intera squadra.

 

 

Non parliamo di tempi lontani ma di pochi anni fa: degli anni '50 e '60, di gare come il Rally di Montecarlo e delle massacranti maratone della strada, come l'incredibile Londra-Sidney o la Liegi-Sofia-Liegi. Competizioni dove per vincere, tutto era importante: l'auto, la squadra ed ovviamente il pilota.
Citroen partiva avvantaggiata: dagli anni '50 a meta' dei '70, la vettura con cui correva la scuderia della Casa era l'incredibile DS, un'auto avanti vent'anni sulla concorrenza e che fu capace di vincere il suo ultimo rally quando la produzione era gia' cessata da alcuni mesi!

 

 

La DS poteva contare su alcune caratteristiche del tutto eccezionali: prima di tutto la sospensione idropneumatica, dove sfere riempite di azoto ad alta pressione sostituivano le molle e gli ammortizzatori, permettendo cosi' una sospensione a grande escursione e flessibilita' esente dal fenomeno della pendolarita': il comfort non era piu' alternativo alla tenuta di strada, ma complementare. Poi c'era un autotelaio progettato con criteri aeronautici per una eccellente distribuzione dei pesi: il baricentro era addirittura inferiore all'asse delle ruote, il passo di 3,12 metri (il piu' lungo della produzione europea dell'epoca) consentiva di mantenere le masse in gran parte comprese tra i due assali, tutte le articolazioni lavoravano “ferro-su-ferro”, senza boccole in plastica ma con cuscinetti a rulli e sfere per una eccellente precisione di guida. Le ruote anteriori (che sono anche motrici) sono libere dalla massa dei freni (a disco, montati per la prima volta al mondo su un'auto di serie) i grandi dischi sono collocati all'uscita del differenziale, alleggerendo cosi' le masse non sospese, il servosterzo -che per il nostro continente e' un'altra novita'- fa girare le ruote anteriori a destra o sinistra con l'asse di rotazione posizionato sull'asse geometrico delle stesse, senza nessuna perdita d'aderenza in sterzata.

 

 

Il motore non e' molto potente: dai 75 cavalli delle prime DS19 ai circa 140 delle ultime DS23 iniezione, ma in compenso e' estremamente elastico e la vettura -a dispetto della sua mole- e' leggera: poco piu' di 1200 chilogrammi che filano via sicuri su qualsiasi fondo stradale, anche sul ghiaccio o sul fango, seminando gli inseguitori senza mai perdere aderenza.

 

 

La squadra corse Citroen faceva capo a Rene Cotton, poteva contare sulla collaborazione del centro studi Citroen e sui migliori piloti dell'epoca: Coltelloni, Trautmann, Terramorsi, Neyret, Ogier, Verrier, Harris ed il grandissimo Lucien Bianchi, prematuramente scomparso nel 1969 a bordo di un'Alfa Romeo, pochi mesi dopo la Londra-Sidney che condusse con una DS21 sino a soli sette chilometri dal traguardo, quando una vettura BMC colpi' la DS, mettendo fuori gara l'equipaggio Citroen.

 

 

Grazie a meccanici rapidissimi, ad un'organizzazione eccellente ed efficientissima ed alla compenza del costruttore, la Squadra Corse Citroen si guadagno' una reputazione di assoluto prestigio, riconosciuta -con ammirazione- anche dai piloti delle altre Case.

 

 

Il primo successo per la Squadra di Rene Cotton arrivo' al Montecarlo del 1959 quando una ID19 con l'equipaggio Coltelloni/Alexandre/Desroiers si classifico' prima assoluta, ricevendo l'ambito trofeo direttamente dalle mani di Grace Kelly.

Nello stesso anno altre tre ID19 si aggiudicavano il primo posto assoluto al Rally di Provenza -a bordo Trautmann & Trautmann-, all'Adria Rally, in Italia, ancora con Coltelloni e Houel ed infine il Rally dei Vichinghi in Norvegia con Coltelloni e Desroiers.

 

 

Nel '60 furono quattro i primi posti assoluti: il Criterium Niege et Glace (con Dussert e Rouet), il Rally dei Tulipani (Trautmann e Verrier), il Tour del Belgio (Trautmann e Jourdain) ed il Rally Cevennes con Trautmann e Ogier.
Nel 1961 arriva il primo successo assoluto su Citroen DS19 per Lucien Bianchi che -affiancato da George Harris- trionfa alla Liegi-Sofia-Liegi, poi ancora Trautmann e Ogier che si aggiudicano il Rally di Corsica ed infine un altro Rally Cevennes con Trautmann e Bouchet.
Altri quattro primi piazzamenti assoluti per il 1962: Rally di Norvegia con Toivonen e Kallio, Rally Mistral con Trautmann e Bouchet, Rally delle Alpi ancora grazie a Trautmann ma stavolta affiancato da Cherel ed infine il difficilissimo rally Tausen Seen grazie a Toivonen e Kallio.
Nel '63 le coppe saranno otto: Toivonen (con Jarvi) si aggiudichera' l'Hanki-Rally ed il Rally di Norvegia, Trautmann vincera' cinque gare: la Lione-Charbonniers-Stoccarda con Korali, il Rally delle Alpi ed il Rally Lothringen con Bouchet, il prestigioso e difficile Rally del Monte Bianco con Laurent ed ancora una volta il Rally della Corsica con Chabert.
Sempre nel '63 Citroen si aggiudichera' anche il Criterium femminile Parigi-St. Raphael con la coppia in rosa Pointet-Dutel.

 

 

Il '64 e' la volta del Tour del Libano con Caporal e Philippine, nel '66 ancora un Montecarlo con un primo posto assoluto per la DS21 Toivonen e Mikander ma anche con altre cinque DS21 nei primi dodici posti e la Coppa delle Dame a Lucette Pointet e Jacqueline Fougeray, anche loro su DS21.
Il Montecarlo del '66 restera' nella storia dei rally come uno tra i piu' controversi: il rigore della giuria e' tale da squalificare l'intera squadra corse BMC ovvero le Mini Cooper che si erano aggiudicate i primi quattro posti. La ragione? Montavano delle lampade allo iodio diverese da quelle di serie, quindi le vetture non rispondevano piu' al regolamento.

Nel '67 Citroen con una DS21 guidata da Neyret e Terramorsi si aggiudica il Criterium Niege et Glace, nel '68 partecipa alla Londra-Sidney che si chiudera' -come abbiamo gia' detto- con lo scontro della DS21 di Lucien Bianchi con una Mini BMC a sette chilometri dal traguardo. La Squadra Corse si consolera' vincendo il Rally della Corsica con Neyter e Syda

 

 

Nel '69 le vittorie assolute sono tre: il Rally del Marocco con Neyret e Terramorsi, il Rally del Portogallo con Romaozinho e Jacomec ed il Rally d'Angola con Machado, tutti su DS21.
Nel '70 altre tre vittorie: il durissimo Rally d'Australia con Ogier e Pointet, il rally del Portogallo Romoazinho ed ancora il Rally del Marocco sempre con Neyret e Terramorsi.
Nel '71 arrivano due trofei: il Rally Infernal (di nome e di fatto) vinto da Verrier e Verrier ed il Rally del Marocco vinto (su SM) da Deschaseaux e Plassard. L'ultima vittoria assoluta arriva nel 1974 col terzetto Welinski, Tubman e Reddiew su DS23 al World Cup Rally.

 

 

Nel '74 la crisi petrolifera e' gia' iniziata, Citroen sta costituendo con Peugeot un nuovo grande gruppo aziendale, i regolamenti stanno cambiando e le vetture da competizione somigliano sempre meno a quelle di serie. L'abbandono delle gare sara' una naturale conseguenza di queste condizioni e sara' solo qualche anno piu' tardi che Citroen tornera' a correre (con discreti risultati) con le CX nei rally africani.

 

 

L'ultima vittoria delle DS ufficiali fu di categoria: il 28 giugno del 1975 la DS23 di Jean Deschazeaux si aggiudica il primo posto nel gruppo Turismo di Serie ed arriva quarta assoluta.
L'ultima DS era uscita dalle linee di montaggio di Quai de Javel il precedente 24 aprile, l'auto iscritta era una veterana di molte altre gare e per di piu' non aveva alcun tipo di assistenza sulla pista: persino i consigli del direttore tecnico arrivavano per telefono da Parigi.
Ultima uscita... ultima vittoria!